Poesie vincitrici 4° edizione del Premio Biennale Nazionale di Poesia Giovanni Guidi
Testo delle poesie vincitrici
1° CLASSIFICATO “Mattinata in azzurro” Luigi Benso Pierdomenico
Dalle giogaie la mattina si è affacciata sulle pianure brumose del borgo con un sorriso tutto azzurro. Anche stanotte il Mistero ha disteso sui prati del mondo una coltre di amore con la rugiada d’argento: vibrava intenso il concerto incantato di grilli e le pratoline si aprivano vibrando corolle di latte. Ora il pettirosso fruga lieto nel roveto per scovare la forcella di prugno dove appoggiare il prossimo nido e il merlo, infrattato tra gli ultimi vapori rimasti appesi nel canneto, chioccola nel suo gioco di amore. L’orizzonte dei campi smeraldini si è dissolto nel cielo e gli armenti brucano tra le nuvole di ovatta vetrosa. Mi sono aggomitolato in un angolo del mio silenzio senza tempo, ubriaco di amore e di armonia.
2° CLASSIFICATO “Oggi ti ho detto ti amo” Rogai Alessandro
Oggi un vento scomposto
che scompiglia nei campi le messi
dei tuoi capelli arruffa la foggia.
Nel cielo fosco la pioggia
profumata dall’erba e i cipressi
risplende più dei raggi d’agosto.
Sorrido a un vecchio appoggiato
al bastone e mi sorride
sorrido a un bimbo imbronciato
davanti alla scuola e mi sorride.
Leggere libellule i miei pensieri
foglie ingiallite i rancori di ieri.
Con le lacrime dei giorni passati
le promesse ho annaffiato
nei nostri giardini assolati
dove ancora non ero mai stato.
Tutto arride a ciò che siamo
oggi ti ho detto ti amo.
3° CLASSIFICATO “Semi di luce” Catia Nardocci
Non si vede il gesto,
ma vibra nell’aria come un canto silenzioso.
Chi dona senza misura
accende orbite invisibili
dove il cuore riconosce la sua casa.
Ogni voce che si unisce
è onda che attraversa il tempo,
accordo che non ha confini,
respiro che si fa universo.
L’amore non si raccoglie,
si espande.
Si intreccia come radice
tra anime che non si conoscono
ma si riconoscono.
E allora la felicità
non è premio né destino,
ma eco di ciò che abbiamo lasciato
nel cammino degli altri.
Un fluire che non pretende,
ritorna come soffio di stelle
e trasforma il cuore in spazio aperto.